a lume spento (2006)​

Una signora in quei prati incontrai, lei, tutta la bellezza di figlia delle fate aveva, chiome assai lunghe, e leggeri i suoi piedi, ma selvaggi i suoi occhi. … ..

lei mi cullò, sino a dormire, e lì sognai: sia maledetto l'ultimo sogno fantasticato lì sul declivio del freddo colle. ….

Le lor livide labbra scorsi nella penombra, che m'avvertivano: - L'ampia voragine orrendamente s'apre! - Allora mi svegliai, e mi scopersi qui, sopra il declivio del freddo colle. …

Questo è accaduto perchè qui rimasi solo, senza uno scopo ad attardarmi, pur se appassite fosser le cipree e gli uccelli del lago non cantassero.



John Keats: La Belle Dame sans Merci-1819

Progetto e coreografia
Monica Farnè



Interpreti del video
Giorgio Coppiardi, Vanessa Corazza, Gianni Tedolfi e le allieve di Danzarea Slapstick



Danzatori
Giorgio Coppiardi, Vanessa Corazza, Simonetta Donsante, Elisabetta Farnè, Marta Ferrari, Donatella Furlani, Anna Lazzarini, Alice Maestroni, Monica Mignone, Martina Rossetti, Anna Savi



Musiche
W.A. Mozart, I. Stravinsky, H. Purcell, G. Sollima, A. Noto

Regia video e montaggio
Antonio Capra - EGOFILM



Operatore di ripresa
Marco Mainardi - EGOFILM



Collaborazione artistica
Gianni Tedolfi



Segretaria di edizione
Giuppy Cavagnoli



Segretaria organizzativa
Manuela Torri



Costumi
Viper



Sartoria
Miralda Vidalba



Cappelli
Anna Savi

Il mito di Don Giovanni è fondato sulla contrapposizione di Amore e Morte portati all’eccesso e presentati in maniera deformata: l’Amore non è uno solo ma molteplice e reiterato fino all’assurdo, e la Morte è presente in maniera inconsueta: all’omicidio che Don Giovanni compie all’inizio dell’opera si va ad aggiungere una morte al di fuori di ogni norma quando nel finale è uno spettro a mandare all’inferno il protagonista.

Don Giovanni vive in maniera beffarda e sfrontata: inganna, seduce, è alla continua ricerca del piacere immediato e della conquista da enumerare, si dedica ai travestimenti, alle fughe, vive come se fosse immortale, e tutto ciò contribuisce a creare quella forza seduttiva e quel fascino che lo rendono irresistibile a chi lo circonda.

Il forte potere seduttivo è dato dall’inevitabile rapporto che egli ha con la morte: la nega, la sfida ma poi fugge davanti  all’ineluttabilità dello scorrere del tempo da Lei custodito.

“A lume Spento” racconta dell’incontro tra Don Giovanni e la Morte, che ha qui le sembianze di una donna, di una “preda”.

In un giardino in una giornata di sole Don Giovanni compie il gioco della seduzione, ma la dama che è oggetto delle sue lusinghe tarda a cadere tra le sue braccia, fugge e lo conduce lontano.

Qui il seduttore riceve dalla “bella dama senza compassione” un fiore –soporifero- profferta d’amore, che lo porterà in una dimensione visionaria dove il tempo inesorabilmente comincerà a scorrere e a  consumarsi, perché cedere all’amore significa accettare la necessaria trasformazione che regge ogni vita umana.

E in questa nuova dimensione si muovono Donna Anna ambigua e vendicativa, Donna Elvira innamorata e tradita, Zerlina conquistata durante una danza; donne sedotte e ingannate, usate da Don Giovanni come sfida alla morte che incombe.

Insieme a loro  tutte le altre donne che hanno composto il catalogo infinito delle sue conquiste.

Don Giovanni, che fugge i cambiamenti e la trasformazione, finisce con l’incontrare tutto questo in una sola volta senza che gli sia concessa la possibilità di scegliere: si troverà solo, davanti al proprio limite.

Il fiore donato gli verrà tolto dalle mani, e il tempo - che vuole un prima, un ora, e un poi - compirà il suo ciclo che  continuerà a ripetersi inesorabile, mentre il vento soffia tra i campi di papaveri rossi.

1/6