Underground (2009)​

“Sogno e realtà sono dei vasi comunicanti nelle nostre vite”

(A. Breton)

Coreografie

Monica Farnè


Progetto musicale di Monica Farnè su musiche di:

Steve Reich, Jean-Louis Marchand & Christophe Rieger, Meredith Monk, Laurie Anderson, Nico Muhley, David Simons, Lesli Dalaba, Philippe Garcia


 







 

Luci
Barbara Caliendo

Costumi
Monica Mignone


Danza
Elisa Barbazza, Elisabetta Farnè, Anna Mantovani, Monica Mignone, Martina Rossetti, Anna Savi, Elena Spada, Silvia Papetti, Alma Uggeri, Martina Varoli

Si ringrazia per la collaborazione Paola Pontiggia

Lewis Carroll ha collocato la storia di Alice nell'underground (entroterra) tra il reale e l'immaginario, in uno spazio dominato dall'incertezza, dove la percezione è totalmente dissolta, sospesa tra il reale e l'irreale. E’ questa la dimensione del sogno, quella in cui le regole sociali e linguistiche sono completamente ribaltate: fuori dal mondo della lingua, fuori dal sistema che permette di costruire il significato, Alice non può che scoprirsi uno tra i tanti segni mutevoli. Nell’ “underground” il suo sogno si trasforma in un incubo e il mondo della fanciullezza, della fantasia, dei colori, della spensieratezza vengono capovolti. Alice si trova in un luogo privo di sfumature, totalmente nero, e qui si muove nella penombra, nelle nebbie, nei fumi. Il suo è un viaggio che inizia e finisce nello stesso luogo, è un percorso circolare dove spazio e direzioni sono abolite, dove i confini invisibili tra le cose sono simili ai lacci della metrica, alle rime dure del senso e del nonsenso. E’ un viaggio dove il tempo scorre al contrario, è un cammino fatto di domande continue e ripetute, è un movimento circolare, e in quel cerchio (la tana) Alice cammina a lungo, perde le direzioni, i riferimenti, non si ritrova, se non alla fine quando sarà la, esattamente dove è cominciato tutto.

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